Lo sai che il fuoco che ha creato l’incendio avvenuto nel grattacielo di Londra recentemente può colpire anche la tua casa con lo stesso effetto di morte?

L’ultimo recente disastroso incendio a Londra ha ancora una volta dimostrato che il fuoco è un terribile maledetto killer!

Come si è visto alla televisione, i vigili del fuoco poco hanno potuto contro il fuoco una volta che esso ha attecchito e si è propagato.

La violenza del fuoco ha ulteriormente auto alimentato l’incendio, che quindi ha attaccato tutto il grattacielo come se qualcuno continuasse a buttare benzina sul fuoco.

Posso provare a dare una spiegazione di quanto accaduto.

La costruzione delle pareti del grattacielo erano costituite da pareti composte multistrato: elemento esterno, elemento isolante, elemento interno.

L’elemento che sicuramente ha fatto “esplodere” il fuoco è sicuramente stato l’elemento isolante.

In commercio esistono isolanti che nelle prove di laboratorio sono riconosciuti “ignifughi” alle condizioni di prova.

In realtà, quando sono soggetti agli effetti del fuoco duraturo e violento, come appunto accade quando un incendio inizia e si propaga senza che i vigili del fuoco possano intervenire prontamente, tali isolanti sono aggrediti dal fuoco e ne subiscono l’aggressione passivamente senza poter opporre alcuna resistenza.

La televisione ha mostrato questo fenomeno: le pareti del grattacielo bruciavano e sprigionavano fiamme come se fossero costituite da materiale combustibile sulla spinta violenta del fuoco che autoalimentava fiamme incontenibili, enorme calore, orrido fumo nero.

Ti cito un altro episodio avvenuto nel 2014 a Nola nel centro commerciale.

I divisori tra i vari ambienti erano costituiti da pareti multistrato con elemento esterno, isolante in mezzo, elemento interno.

Anche in questo caso, l’isolante era stato omologato “ignifugo” alle condizioni della prova prevista dalla Normativa.

Eppure, è accaduto che quando il fuoco è entrato nella intercapedine della parete multistrato ove era posto l’isolante “ignifugo”, il fuoco ha violentemente attaccato l’isolante e l’incendio si è propagato nell’intercapedine creando un raccapricciante fumo tossico.

Per fortuna, l’evento è stato circoscritto in breve tempo, ma i responsabili del centro commerciale hanno dovuto riconoscere che le pareti esistenti multistrato erano da smantellare per sostituirle con materiali realmente ignifughi.

 

In generale sembra che l’uomo ancora non ha capito che contro il fuoco non si scherza!

 

Eppure non siamo completamente inerti contro il fuoco.

E’ sufficiente che progettisti e costruttori impieghino i corretti materiali da costruzione e rispettino le norme studiate apposta per evitare disastri.

Al giorno d’oggi sono stati fatti passi da gigante contro il fuoco sia in termini di normative sia in termini di materiali da costruzione.

 

Vediamo insieme con te le Normative.

Nel tempo, sono state messe a punto con sempre maggiore precisione delle normative riguardanti il fuoco che consentono di qualificare i materiali da costruzione in base al loro grado di resistenza al fuoco.

 

Sai cosa significa “RESISTENZA AL FUOCO” di un materiale da costruzione?

Te lo spiego in questo articolo.

Tutti sappiamo che il fuoco è uno dei principali nemici dell’uomo, da sempre.

Perché il fuoco non accetta prigionieri, quando opera.

Le ultime esperienze hanno mostrato che anche il fumo creato dal fuoco è omicida.

Pertanto abbiamo dovuto imparare a difenderci nel tempo sempre in maniera più concreta e forte contro il fuoco ed il fumo.

 

Nel campo delle costruzioni, per combattere il fuoco ed il fumo sono stati individuati dei parametri fisici che consentono di valutare preventivamente i vari materiali da costruzione ed i loro manufatti in base a prove di laboratorio.

I parametri fisici riconosciuti e validi in tutta Europa sono:

R che indica il requisito di mantenimento della resistenza meccanica del materiale da costruzione nel tempo durante un incendio.

E che indica il requisito di tenuta alla fiamma e/o ai fumi del materiale da costruzione / manufatto nel tempo durante un incendio.

I che indica il requisito di mantenimento di isolamento termico del materiale da costruzione / manufatto nel tempo durante un incendio.

 

Le prove di laboratorio consentono di classificare e certificare i materiali da costruzione ed i loro manufatti in base ai risultati conseguiti.

Le normative vigenti impongono tali requisiti di sicurezza con sempre più rispetto, senza attenuanti o ghirigori.

I Vigili del Fuoco sono sempre più attenti alla certificazione di resistenza al fuoco dei materiali da costruzione e dei manufatti impiegati.

 

Le Leggi vigenti prevedono l’arresto per l’infedele progettista o direttore dei lavori, prevedono multe salate per l’impresa di costruzione ed il committente, nonché impongono la necessità di adeguamento dell’opera in caso di non rispetto della normativa.

 

E’ però vero che dopo che il fuoco ha fatto il suo raccolto di morte, è magra consolazione vedere se i materiali impiegati ed i loro manufatti erano adeguati e conformi alla sicurezza richiesta.

A Londra qualcuno ora studierà quali materiali non erano idonei . . .

Ma cosa potrà fare o dire a chi ha subito la perdita dei propri cari ?

 

Io sono dell’idea (e penso che sia anche la tua idea) che sia opportuno, anzi assolutamente necessario che nel costruire una casa, un ufficio, un edificio debbano essere utilizzati materiali certificati e garantiti contro il fuoco.

La garanzia deve essere “implicita e sostanziale”, ovvero le materie prime dei materiali debbono garantire che essi sono inerti al fuoco, e non semplicemente “ignifughi” nel periodo di durata della prova di laboratorio.

Invece, risulta che tanti operatori del settore nel campo delle costruzioni non tengono in alcun conto la qualità dei materiali impiegati.

Molte, troppe volte vengono ignorate le più semplici regole di previdenza e sicurezza: impiegare i corretti materiali certificati e non gestire la costruzione solo badando al basso prezzo di acquisto.

 

E’ vero che “poco costare” in genere significa “poco valere”.

 

E contro il fuoco non può essere assolutamente accettato questo modo di agire!

Contro il fuoco occorrono manufatti adeguati e certificati.

Ti dico che fare diversamente non è corretto, anzi direi quasi che è “criminalmente non corretto”.

 

Perché il fuoco non fa prigionieri!

 

Perché mette a repentaglio la vita – la VITA – di innocenti che per loro sfortuna sono nel posto sbagliato nel momento sbagliato senza loro colpa, ma certo per colpa grave del costruttore che ha realizzato l’opera e del progettista che non ha adeguatamente operato nello studio e nel controllo dell’opera.

 

Conosco molti edifici in cui il costruttore ha volutamente realizzato pareti tagliafuoco senza rispettare le norme, solo perché egli ha voluto risparmiare sul materiale da costruzione impiegando quello che costava di meno forse “incosciente” della mancanza del rispetto delle normative.

Così accade che il proprietario dell’edificio non sa che il suo immobile non rispetta le norme ed è altamente pericoloso in caso di incendio.

Lo verrà a scoprire quando e perché sarà successo un evento disastroso.

Ed allora, sarà comunque inutile rincorrere i responsabili . . .

 

Ti ho detto prima che al giorno d’oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante contro il fuoco in termini di materiali da costruzione.

E’ vero!

La tecnologia che è alla base di Iperblock ha infatti creato un materiale da costruzione veramente imbattibile contro il fuoco.

 

Ecco come e perché Iperblock funziona così bene contro il fuoco.

 

Tu sai che Iperblock è il primo unico calcestruzzo cellulare autoclavato base calce, perché

·       impiega sabbie naturali in grande quantità

·       privilegia l’impiego della calce.

Ebbene, tu certamente sai che le sabbie naturali non bruciano.

Ti sfido a far andare a fuoco le sabbie naturali che costituiscono Iperblock.

Non ci riuscirai mai.

Anche la calce non brucia!

La tecnologia Iperblock consente di creare un composto minerale che presenta un comportamento al fuoco equivalente a quello delle sabbie naturali e calce di cui è composto.

Quindi, Iperblock funziona così bene contro il fuoco, grazie a Dio, proprio perché le materie prime che lo costituiscono sono indifferenti all’azione del fuoco.

Ti sfido a far andare a fuoco Iperblock.

Ci puoi provare in ogni modo, immergendolo nel fuoco, bagnandolo con alcool o spruzzando benzina per innescare la fiamma, ma – ti garantiscoIperblock risulterà sempre inerte ed insensibile al fuoco.

Anzi, potrai vedere che dall’altra parte del blocco Iperblock il fuoco è “ben lontano” e non è in grado di creare alcun rischio a persone e cose.

Anticipo che nella prova di verifica del comportamento al fuoco, una parete Iperblock di spessore 10 cm garantisce che, a seguito di una prova di oltre 223 minuti ad oltre 1150 °C, la temperatura dell’ambiente protetto da Iperblock si mantiene al di sotto 65 °C!

Non è così per qualsiasi altro materiale da costruzione.

La Letteratura e la Scienza abbonda di informazioni circa il comportamento al fuoco dei vari materiali da costruzione.

In genere è vero che oltre 800 ° C tutti i materiali da costruzione basati su argilla, cemento, gesso, acciaio, ecc. . . perdono le loro caratteristiche.

 

Ora, ti mostro e commento i risultati della prova di resistenza al fuoco cui è stato sottoposto Iperblock presso l’Istituto Giordano di Forlì.

Dopo oltre 223 minuti a 1.150 °C Iperblock mantiene l’ambiente protetto al di sotto di 65 °C

I risultati della prova eseguita secondo le imposizioni di Legge dimostrano che Iperblock è il materiale da costruzione per eccellenza contro il fuoco perché:

a)  Iperblock è in grado di rimanere inerte all’azione del fuoco e di non subire alcun fenomeno fisico pur sottoposto per oltre 223 minuti a temperature superiori a 1150 °C.

La parete Iperblock di soli 10 cm di spessore sottoposta alla prova per oltre 223 minuti a fiamma diretta con temperatura registrata di oltre 1150 °C mostra che essa:

·       impedisce il passaggio del fumo e delle fiamme

·       non denuncia alcuna differenza fisica prima e dopo la prova, rimanendo compatta e integra come prima dell’applicazione della fiamma

·       garantisce che la temperatura registrata dall’altra parte del fuoco registra temperature inferiori a 65 °C!

Come dire che è possibile continuare ad operare in sicurezza senza timore di essere scottati dietro la protezione della parete Iperblock per tutto il tempo necessario per domare le fiamme.

b)  solo raggiungendo altissime temperature oltre 1600 °C inizia a fondere lentamente con formazione di piccole quantità di vapori d’acqua.

I vapori d’acqua sono non tossici, al contrario dei fumi che si sprigionano dagli altri materiali normalmente impiegati in edilizia.

Il resto della parete continua a svolgere la sua funzione di protezione fin quando non vengono superati 1600 °C

 

La cosa interessante è che nessuno altro materiale garantisce tali risultati.

Infatti ti posso confermare che in generale in presenza dell’azione del fuoco:

·       l’acciaio cede e collassa appena la temperatura supera 600 °C

·       il calcestruzzo armato si sgretola appena la temperatura supera 800 °C

·       il laterizio si spacca appena la temperatura raggiunge 900 °C, facendo passare fiamme e fumo; inoltre la temperatura dall’altra parte del fuoco diviene superiore a 200 °C

·       il carton gesso si “sfalda” e perde la qualità di tenuta ai fumi ed alle fiamme a temperature inferiori a 1100 °C; inoltre la temperatura dall’altra parte del fuoco diviene superiore a 250 °C

·       Il conglomerato cellulare base cemento perde la consistenza appena la temperatura supera i 1100 °C, facendo passare fiamme e fumo; inoltre la temperatura dall’altra parte del fuoco diviene superiore a 150 °C

·       qualsiasi altro manufatto da costruzione perde la consistenza, la qualità di tenuta ai fumi ed alle fiamme a temperature inferiori a 800 °C; inoltre la temperatura dall’altra parte del fuoco diviene superiore a 280 °C

 

Per iperbole, ti posso dire che se le famose torri gemelle di New York avessero avuto la protezione dei pilastri e delle strutture portanti con blocchi IPERBLOCK di spessore 20 centimetri non sarebbero probabilmente crollate perché i Vigili del Fuoco “fortunatamente grazie ad IPERBLOCK” avrebbero avuto almeno 8 ore per:

·         intervenire in sicurezza,

·         far sfollare tutti i presenti,

·         contenere e spegnere le fiamme.

 

A proposito, lo sai quale materiale è stato usato poi a Nola per la ristrutturazione e sostituzione delle pareti divisorie?

Iperblock base calce

Avevi forse dei dubbi, dopo tutto quello che hai letto nel presente articolo?

IPERBLOCK è BIO-EDILIZIA, BIO-COMPATIBILE, ECOSOSTENIBILE e garantiscono che la tua casa è SANA, SALUBRE, IGIENICA e protetta contro il fuoco.

Ti invito a leggere “ti presento Iperblock base calce”.

Se vuoi sapere altro, non ti resta che leggere gli articoli che trovi sul blog che approfondiscono questi ed altri temi.

Grazie per aver letto fin qui.

A presto

Ulderico